Dopo la sconfitta di Terzo della settimana scorsa, quando si pensava di aver toccato il fondo, con una sconfitta maturata nonostante l’inferiorità numerica, il SilTeo riesce nella non facile impresa di peggiorare, incassando un 5-0 interno che non lascia spazio ad interpretazioni.
Un risultato simile rende la cronaca della partita del tutto inutile, e sicuramente inesatta a priori, almeno per un non-giornalista che non può nemmeno prendere appunti, visto che il Paluzza, oltre ai 5 gol, ha fatto registrare anche un numero elevatissimo di palle gol sprecate. Qundi questa settimana salto la cronaca e vado dritto a proporre alcune considerazioni in ordine sparso.
Il risultato è frutto di una partita strana, che ricorda per certi aspetti la debacle più pesante dell’anno scorso, quel 7-3 patito contro gli Amiis in cui non capimmo praticamente nulla. In quest’occasione le cose sono andate un pochino meglio, almeno dal punto di vista del gioco (forse per quanto riguarda la fase di costruzione, quella di ieri è stata la partita migliore). La fase difensiva invece ci ha visto soffrire a mio avviso come mai era successo dall’arrivo di Dario in panchina. Non possiamo certo ricondurre il tutto ai meri numeri; gli schemi tattici non fanno la differenza: la differenza la squadra interprentando il modulo nel modo corretto. C’è una parola che sintetizza tutto ciò, dal punto di vista tecnico, tattico e anche per quanto riguarda la capacità del singolo di mettersi al servizio della squadra: questa parola è atteggiamento.
Il vero problema di sabato (ma non solo) è stato l’atteggiamento di tutti, sia dal punto di vista tattico, sia dal punto di vista disciplinare. Non voglio approfondire il discorso tattico, anche se vorrei comunque esprimere le mie opinioni in merito, seppur brevemente: a mio avviso l’intepretazione del 3-5-2 è stata a dir poco spregiudicata, tant’è che (tanto per dare i numeri) alla fine il modulo sembrava più un 3-3-4. Non amo attribuire colpe ai compagni, e non ho intenzione di farlo ora, sia chiaro; se però dovessi fare un analisi tattica della partita, tra i tanti errori commesi, questo mi sembra quello che più abbiamo pagato, anche per i meriti degli avversari, che hanno capito subito come scassinare la cassaforte.
Torniamo all’atteggiamento e veniamo al discorso disciplinare: nelle ultime partite abbiamo smesso di essere squadra, abbiamo smesso di aiutarci, di darci indicazioni, e abbiamo cominciato a buttarci addosso le difficoltà e le frustrazioni, quasi come fossero colpe da scaricare. Così non funziona, così non si cresce, così non si fanno punti: ricominciamo invece a correre, sudare, lottare per la maglia e per il gruppo, e cominciamo usare la testa anche quando la lucidità viene meno per la stanchezza. E’ l’unico modo che abbiamo per venire fuori da questa situazione. Siamo in crisi, inutile negarlo: ne possiamo venir fuori solamente ricompattando il gruppo, a partire dalla trasferta di venerdì sera a Gemona.

Commenti recenti